RECENSIONI / REVIEWS 

1.  ( WWW.NOIZEITALIA.COM  NOIZE STYLE MAN : BAND DEL MESE ( BOTM AGOSTO 2005 )

BLISS INFECTION : MEMORY
Una piacevole sorpresa questo "Memory" per una band che potrei definire semplicemente come emozionante. I Bliss Infection si muovono egregiamente su territori che si dovrebbero definire post-grunge, ma non so perchè mi sembra riduttivo relegare a un semplice termine la musica dei questi quattro ragazzi che ci portano alla mente tanti gruppi validi e neanche troppo simili fra di loro: Nirvana, Staind, Afterhours, Alice in Chains, Velvet Revolver, persino i Drowning Pool... delirio? Può essere :)

Il fatto è che questi ragazzi suonano si grunge, ma senza plagiare i nomi storici (Nirvana, Aic e bla bla bla...), senza scimmiottare le americanate di turno (penso agli ultimi scandalosi Cold) e, sopratutto, senza piangersi addosso!! Per tutta la durata di questo "Memory" non sento per fortuna quella sensazione di "piangiamoci addosso", "come siamo tristi", "che bello essere sfigati" ecc.. che mi fanno veramente incazzare! Sarà merito anche delle chitarre belle rocciose e d'impatto, figlie anche di qualche retaggio metal (anche nu perchè no) che probabilmente hanno i titolari delle parti di chitarra. 

Non lasciamoci nemmeno trarre in inganni dai testi: le varie "Sick Time" e "Wrong" hanno si un retrogusto amaro ma senza quell'ammosciamento tipico di troppe band di genere. E insomma, quello che rimane è una bella sensazione in generale, una manciata di canzoni che senza mezzi termini definisco  memorabili ("The Rain on Purple Flowers" o la già citata "Wrong") e un gruppo che mi piace pensare che dal vivo sprigioni una bella energia. Da contattare!

PS: sul sito ufficiale della band ho letto che anche i BI sono rimasti in passato "ingabolati" dalla Urlo Records prima di approdare felicemente alla Vacation House. Vogliamo fare luce su questa vicenda che sembra aver coinvolto una marea di band in buona fede o continuiamo a fare finta di niente?? (Head)

 

2.METAL SHOCK N°435/436 1/31 AGOSTO 2005 )

BLISS INFECTION   “Memory”   (Vacation House /Venus)   13 tks 57 min            7

Davvero un ascolto piacevole questo “Memory” full-length di debutto dei Bliss Infection,quartetto friulano dedito a un grunge rock dalla buona presa e piuttosto devoto ai mostri sacri. I loro principali numi tutelari sembrano essere i primi Pearl Jam,i cui echi sono piuttosto evidenti nella liquida paranoia di una “The Rain On Purple Flowers”,e non è assente qualche impennata noise nei brani più tirati, come l’energica opener “Hail Of Pain”.A non sconfinferarmi del tutto sono certe iniezioni di metal nel riffing, che in molti casi tendono ad appesantire i brani invece che rinvigorirli(ma il groove sabbathiano di Tyrannicide” riesce a colpire al cuore). Poco più che inezie,ad ogni modo,la maniera in cui Bliss Infection rielaborano i classici stilemi della scuola di Seattle è assolutamente convincente e il coefficiente emotivo è più che adeguato.Una bella sorpresa,non c’è che dire. (fr)

 

3. WWW.MUSICCLUB.IT   AGOSTO 2005 )

BLISS INFECTION Memory (Soul Craft-Vacation House/Venus)

 ..... Chi invece ha deciso che era giunto il momento di rispolverare il grunge in quella che era la sua forma più genuina (se così vogliamo dire), ovvero prima che venisse inglobata dal mainstream e quindi facendo riferimento, ad esempio, ai Nirvana di un disco come ‘Bleach’, sono i Bliss Infection. Brani urticanti, carichi di urgenza espressiva di natura rabbiosa e belli appesantiti da ponderate intromissioni metal. Un po’ più deboli nei frangenti “tranquilli” e un po’ sfuocati negli ultimi tre brani, ma su un totale di tredici non ci si può di certo lamentare. (R.M.)

 

4.  ( WWW.METALLOITALIANO.IT    SETTEMBRE 2005 )

Bliss Infection - "Memory" - Full Lenght

I Bliss Infection, autori di questo piacevolissimo “Memory”, fanno sfoggio di tutto il proprio ego artistico attraverso la composizione di musica grunge/rock d’annata, fortemente debitrice di quelle band dal passato glorioso e fondamentale come Nirvana, Pearl Jam, Alice In Chains e Soundgarden. Il quadro di riferimento qui tracciato è sicuramente utile se non si conosce la compagine nostrana, anche se è importante tenere a mente che la band italiana riesce, con fantasia e vivacità, a venir fuori dal circolo vizioso delle band clone attraverso un approccio stilistico molto roccioso e tipicamente d’impatto: chitarre in bella evidenza ed una voce ruvida e sporca, questi, in sintesi i punti chiave di questo “Memory”, un album dal flavour sudaticcio e sanguigno come i primi ’90 comandano. Una dozzina e più di brani musicali che rispecchiano in pieno la volontà, da parte dei Bliss Infection, di voler costruire un percorso artistico fatto di spunti e virate personali, alternando momenti di puro e verace dinamismo a passaggi più soffusi ed introspettivi. Un platter molto eterogeneo, dunque, giocato sulle belle melodie di highlights come “The Rain On Purple Flowers” o “Time Goes By”, ma anche sulla “cattiveria” di episodi più diretti e declamatori come “Wrong” o la stessa “Hail Of Pain”, opener del lavoro in esame. In conclusione, questo “Memory” è un album prodotto molto bene, con una qualità sonora molto azzeccata per il tipo di sound che si voleva catturare. Il suo pregio maggiore, comunque, è quello di essere un lavoro scritto, pensato e suonato col cuore, molto diretto ed apprezzabile anche se relegato al solo bacino d’utenza tipico del rock/giunge dei primi ’90. (M.G.)

 

5.  ( WWW.PUNKWAVE.IT    NOVEMBRE 2006 )

Bliss Infection - Memory

L'ondata grunge che ha travolto la scena musicale agli inizi degli anni '90, grazie a band come Nirvana, Pearl Jam e Alice In Chains, tanto per fare alcuni nomi, ha certamente influenzato il rock in ogni suo accezione e, anche se sono passati alcuni anni da quel boom, sono ancora numerosi gli affezionati a questo stile musicale che ha come capitale simbolica la città di Seattle. Di sicuro affezionati lo sono i Bliss Infection, quartetto proveniente da Gorizia formatosi alla metà degli anni '90.

Dopo qualche anno di gavetta, i friulani riescono a dare alle stampe nel 2005 il loro primo album contenente tredici pezzi ancorati proprio a quel grunge in voga una decina di anni fa, miscelandolo con opportune dosi di rock classico e punk. Non mancano pezzi rabbiosi come "Something…" o "Wrong", ma nemmeno altri più malinconici che richiamano alla grande, pur senza clonarlo, il tipico sound Seattle-iano: canzoni come "The Rain Of Purple Flowers" e "Time Goes By" ne costituiscono l'esempio lampante, anche se quest'ultima vira maggiormente verso la classica ballata rock. Ed il pezzo conclusivo "1977" dimostrano anche che i quattro friulani possiedono anche una buona tecnica agli strumenti.

"Memory" costituisce un lavoro ricco di fattori positivi, a partire dal fatto che il quartetto propone un genere che sembrava morto e sepolto facendolo in maniera totalmente autonoma, senza bisogno di copiare dai mostri sacri del grunge, e quindi dei Bliss Infection va indubbiamente apprezzata la volontà di crearsi una propria identità senza cercare di cadere nei tranelli tipo "i Pearl Jam italiani". Molto bella, ma soprattutto adatta al genere, la voce di Antonio Delich (in arte Tony D.), apprezzabile sia quando si incattivisce che quando si sposta sul melodico. Di difetti nel disco se ne riscontrano proprio pochi, ma a cercare l'ago nel pagliaio si potrebbe citare un'appena percettibile ripetitività nei pezzi ed una registrazione non ottimale.

"Memory" è pertanto un buon disco, soprattutto considerando che il grunge è un genere che in Italia è stato poco proposto o, meglio, poco considerato, e allora ben vengano queste giovani band che si dilettano a fare rivivere uno stile che meritava una vita più lunga. L'ascolto è quindi consigliato con urgenza ai nostalgici del sound "made in Seattle", perché meritano davvero i Bliss Infection, ascoltare per credere.(Piero Di Battista)

 

6.  ( WWW.MUSICOLOGI.IT    MARZO 2007 )

"Bliss Infection, e chi l'ha detto che il grunge è morto?"

Bliss Infection - Memory - Vacation House Recors, 2005

E' un po' che è uscito questo disco dei goriziani Bliss Infection, pensate che il dischetto in esame era pronto già nel settembre del 2002. Ma poi, la band se ne è andata in America, a Seattle, la culla del grunge (I Bliss Infection nascono nel 1995, in piena post grunge-era), dove è entrata in contatto con la storica casa discografica Sub Pop e con personaggi del calibro di Jack Endino e Butch Vig. Poi la lunga fila per trovare un'etichetta, che alla fine hanno trovato nella Vacation House Records di Rudy Medea, della storica band italiana anni '80 Indigesti. Così che, è ben chiaro ora, come suona questo disco: il suono ruvido del grunge si sente tutto in questi solchi. Per di più, quello dei Bliss Infection è un grunge molto metalizzato, quello ad esempio di Skin Yard, Gruntruck, o dei primi Soundgarden, e My Sister Machine, tanto per intendersi: l'iniziale Hail of pain ne è un buon esempio. Ci sono certo alcune soluzioni riprese dal modello americano, vedi ad esempio l'assolo di Wrong (Pennyroyal Tea?), ma di certo la pesantezza delle chitarre ti fa pensare che i nostri abbiano preso molto da tutta la scena rock californiana degli anni '90: come ti dice Something.... Belli anche le ballad o semi-ballad, una su tutte Hey you, con i suoi attacchi, o Time goes by, in cui ci sono pure riferimenti sixtiani. Ma i nostri si fanno valere sempre con i pezzi più duri, tutti caraterizzati da un intrico di suoni compressi: ricordo, tra le altre Grudge to the bone, Tyrannicide, Sick time. Certo, il livello del gruppo è molto alto, e si sente che ne hanno fatta di esperienza in questi anni. Tanto che ora si stanno preparando per il nuovo tour, che toccherà probabilmente anche gli Stati Uniti, e hanno appena terminato il loro primo video (Hail of pain) con la Repo Man Production di Gianni Villanova. Non possiamo far altro che fargli i nostri auguri. Poi, gli amanti del suono di Seattle, ma anche del rock americano anni '90, qua hanno pane per i loro denti.
www.blissinfection.com.(Piero Cargnelutti)

 

7.  ( WWW.NTWK.IT    N°109 APRILE 2007 )

Rock ‘n’ roll punkettone duro e puro, basato su basso e batteria, prima ancora che sulle distorsioni. Non che la parte tecnica sia trascurata, ma sebbene le chitarre spacchino, la voce trascinata, alcolica, ruggente e felina trasforma un cd (di ben tredici tracce e curato anche nella copertina) in un viaggio nel rock nero,fatto di chitarre e sirene, di chiodi e Harley Davidson...mentre un inquietante Infect Yourself ammonisce in calce all’inlay. Effetti folla invocano assoli improvvisi di chitarra, repentini cambi tecnici di tempo e ritmo,magistralmente orchestrati da una rabbiosa batteria, tra pezzi strumentali, urla punk e metallare. E mentre Tony D, una voce stile Axel Rose, si concede una pausa con Are You The One?, band e distorsori riposano, per una traccia lenta, melodica senza esagerare, ripetitiva al limite dell’orecchiabile. E poi,sfumature metal chiudono il disco con 1977. Ma ci sono anche i lenti come Grudge the bone. Resta inteso che sono sempre delle ballads scandite da distorsioni metalliche e un ritmo battuto di grancassa e pelli pesanti. Insomma, una band votata al rock maschio e capellone, quello da pogare sotto il palco, nuotando a petto nudo sulla folla. Da apprezzare solo ad altovolume.